Educazione al linguaggio
Metodi educativi-riabilitativi
METODO ORALE: nell'ambito della scelta oralista, si sono sviluppate nel tempo metodiche differenti che però hanno in comune la caratteristica di escludere, nell'educazione al linguaggio parlato e scritto, qualsiasi uso dei segni. Queste puntano da una parte all'allenamento acustico, per aiutare il sordo ad utilizzare ala massimo i suoi residui uditivi, dall'altra al potenziamento della lettura labiale, su cui si basa la comunicazione. L'intervento logopedico si focalizza su alcuni punti: la diagnosi precoce, l'esatta valutazione del deficit, l'immediata protesizzazione, la collaborazione della famiglia nell'intervento logopedico, l'integrazione nelle scuole normali. (A. De Filippis, 1998).
METODO BIMODALE : nel metodo bimodale o misto si utilizza l'italiano segnato (IS). Il bambino viene così esposto ad una unica lingua, l'italiano, trasmessa però contemporaneamente in due modalità: segni e parole. I segni seguono in tutto e per tutto sia la struttura dell'italiano che l'ordine delle parole nella frase. L'italiano segnato esatto (ISE) utilizza degli evidenziatori, cioè dei segni creati apposta. Bimodale significa doppia modalità e infatti in questa metodologia vengono utilizzate la modalità acustico-verbale, perchè si parla, e la modalità visivo-gestuale, perchè si segna, rispettando però la struttura della lingua vocale. In pratica quando si parla con un bambino sordo, si dà un supporto gestuale a tutto quello che viene detto. L'aspetto peculiare della modalità bimodale sta nel fatto di dare la massima importanza alla scelta dei contenuti da trasmettere e alla comprensione di questi. Nella metodologia bimodale il logopedista lavora prevalentemente su tre livelli: stimolazione fonoacusica, lettura labiale, sviluppo cognitivo-linguistico. L'utilizzo di un supporto gestuale è determinante per trasmettere informazioni maggiormente ricche, per una comunicazione affettivamente più naturale e per dare al bambino, quando non ha ancora strumenti vocali adeguati, la possibilità di fare richieste complesse, di trasmettere emozioni e stati d'animo, di comunicare esperienze, in sintesi di avere una comunicazione adeguata alla sua età. (P.Massoni, S.Maragna, 1997).
METODO BILINGUE: un'altra strada percorribile per l'educazione dei sordi è l'educazione bilingue, ovvero l'esposizione contemporanea del bambino alla lingua vocale e alla lingua dei segni (LIS). I fautori dei bilinguismo partono dalla considerazione che le persone sorde acquisiscono con molta facilità la lingua dei segni, a differenza di quanto accade con la lingua vocale. Ciò avviene perchè questa lingua viaggia su una modalità visivo-gestuale e quindi su un canale integro; questo porta il vantaggio di imparare una lingua che rispetta le tappe evolutive dello sviluppo. Un'educazione bilingue dovrebbe pertanto iniziare con l'esposizione del bambino sordo alla lingua dei segni frequentando adulti segnanti e solo successivamente alla lingua vocale. Normalmente non è facile far sì che l'esposizione alle due lingue sia bilanciata. (P.Massoni, S.Maragna, 1997).
LA SCELTA DEL METODO
La scelta tra metodo orale e segnico ha creato controversie e diatribe sin dal 1700 ed è continuata per tutto il secolo successivo. Il Italia la decisione presa dal Congresso Internazionale di Milano, svoltosi nel 1880, ha determinato le attività scolastiche future, preferendo il metodo orale. Oggi si cerca un punto di incontro tra le due metodologie e si parla di bilinguismo. Un'acquisizione precoce della lingua dei segni, offre al sordo la possibilità di crearsi una competenza linguistica in maniera naturale e spontanea. D'altra parte, lo sfruttamento del residuo uditivo, l'apprendimento della lingua vocale e una buona lettura labiale, sono indispensabili per facilitare alla persona sorda gli scambi con la società udente e garantire una reale integrazione. L'acquisizione dei segni può diventare uno strumento importante per un apprendimento più corretto e funzionale della lingua parlata e scritta, per una sua migliore comprensione e produzione. La conoscenza e l'uso di una lingua, può avere una ricaduta positiva nell'altra, mentre conoscerne una sola delle due non è sufficiente. (L.Trisciuzzi, M.Galanti, 2001).
CONSIGLI PER COMUNICARE MEGLIO CON LE PERSONE SORDE
CENNI STORICI SULL'EDUCAZIONE DEI SORDI
Riferimenti bibliografici
A. De Filippis, Nuovo manuale di logopedia, Edizioni Erickson, Trento, 1998.
P.Massoni, S.Maragna, Manuale di logopedia per bambino sordi, Franco Angeli, Milano, 1997.
L.Trisciuzzi, M.Galanti, Pedagogia e didattica speciale per insegnanti di sostegno e operatori della formazione, EDIZIONI ETS, Pisa, 2001.
LINGUAGGIO