Cause prenatali
Cause ereditarie
-La sordità ereditaria, può essere definita come un difetto
uditivo, che compare in persone di una stessa famiglia a condizione però che
nessuna evidente causa acquisita, possa spiegare da sola tutta la sordità. La
diagnosi di sordità ereditaria non può essere posta nè in base ad esami
particolari del patrimonio cromosomico nè in base a sintomi clinici isolati, ma
solo dopo una anamnesi accurata ed una completa valutazione clinica del
soggetto. (www.sordita.com/sordita_infantile).
-Le sordità ereditarie possono essere congenite. In questo
caso si tratta solitamente di forme profonde non evolutive, che inibiscono l'acquisizione
del linguaggio.
-Le sordità ereditarie possono insorgere in epoca prescolare
o nelle seconda infanzia. Si tratta per lo più di forme medio-gravi che hanno
spesso una lenta ma graduale evoluzione, portando ad un deterioramento più o
meno rapido del linguaggio. Questo carattere di evolutività deve sempre far
sospettare una sordità di origine genetica; infatti le altre cause, virali,
tossiche, traumatiche, assai raramente portano a una sordità che peggiora nel
tempo.
-Il danno uditivo può essere dovuto a una malformazione del
labirinto osseo o a un'alterazione del labirinto membranoso. Nel primo caso,
più raro, i danni alla capsula otica possono a volte essere evidenziati con
sofisticate tecniche radiologiche, nel secondo invece, essendo il danno legato
alle strutture membranose, nulla di anomalo sarà evidenziato dalle indagini
eseguite.
-Le sordità ereditarie sono nel 90% dei casi, affezioni clinicamente isolate. Il
bambino sordo da cause genetiche è molto spesso il
tipico "sordo puro" intelligente, senza disturbi neurologici. Al
contrario la rosolia associa disturbi visivi o cardiaci; l'asfissia, l'ittero,
la
meningoecefalite provocano spesso una compromissione del SNC.
-In circa il 10% dei casi la sordità di tipo ereditario si
associa ad alterazioni di altri organi o apparati (nervoso, scheletrico, visivo,
cardiaco, renale...) originando delle sindromi malformative che portano spesso
il nome dell'autore che per primo le ha descritte. Le sordità ereditarie assai
raramente si accompagnano a disturbi del labirinto posteriore di certa
identità. Può essere a volte presente una modesta iporeflessia vestibolare, ma
una sintomatologia vertiginosa è raramente accusata da questi pazienti. (A. De
Filippis, 1998, p.).
Cause prenatali
Tra le cause prenatali emergono per importanza un gruppo di
agenti infettivi, con caratteristiche molto simili, che costituiscono il
cosiddetto TORCH: Toxoplasmosi, Rosolia, Citomegalovirus, Herpes e altre forme
virali. (A. De Filippis, 1998, p.)
- Toxoplasmosi: il protozoo Gondii è la causa di
questa infezione, che si contrae attraverso l'ingestione di carni crude
infette e di verdure inquinate o non ben lavate dalle larve del toxoplasma
provenienti dalle feci del gatto, ospite intermedio del parassita. In alcuni
casi la toxoplasmosi si manifesta attraverso l'ingrossamento delle
linfoghiandole, in altri casi l'infezione può decorrere senza sintomi.
L'infezione viene trasmessa al feto attraverso la placenta. Se l'infezione
materna avviene nel primo trimestre di gravidanza, la frequenza di
trasmissione all'embrione è piuttosto rara, ma le conseguenze sono
estremamente gravi: morte dell'embrione o plurimalformazioni. Se avviene nel
secondo o terzo trimestre la percentuale di rischio aumenta, ma solitamente
la fetopatia è meno grave, in questo caso è sempre possibile l'evenienza
di una comparsa a distanza di mesi, di lesioni oculari evolutive o di
lesioni dell'apparato uditivo. Dal punto di vista della profilassi si rende
indispensabile, in epoca antecedente la gravidanza, un esame sierologico per
individuare le donne che non hanno ancora contratto l'infezione e che sono
quindi prive di anticorpi specifici. (A. De Filippis, 1998,)
(www.sordita.com/sordita_infantile).
- Rosolia: questo virus contratto nelle donne gravide
ha la capacità di attraversare il filtro placentare e provocare
marcate malformazioni a carico sopratutto dell'orecchio, del cuore,
dell'occhio (triade di Gregg) e del sistema nervoso centrale. Più precoce
è l'infezione materna rispetto all'età gestazionale, maggiori sono i danni
fetali. Il virus è inoltre molto resistente nell'organismo e può causare
danni al feto anche se contratto qualche mese prima della gravidanza. Sul
piano clinico la Rosolia può essere asintomatica. La diagnosi di Rosolia
congenita si effettua tramite il dosaggio degli anticorpi prodotti dal feto:
le immunoglobuline di tipo M. Per combattere questa grave causa di sordità,
la vaccinazione sembra essere la misura più efficace, in quanto crea nella
donna un quantitativo di anticorpi in grado di precludere il virus e quindi
il coinvolgimento del feto. La vaccinazione, attuata mediante un'iniezione
sottocutanea, non ha controindicazioni specifiche, ma quelle comuni alle
altre pratiche immunitarie. Le donne gravide o quelle che possono diventarlo
nei 6 mesi successivi, non devono essere vaccinate, perchè si corre il
rischio di una infezione fetale. (A. De Filippis, 1998,) (www.sordita.com/sordita_infantile).
- Citomegalovirus: appartiene alla famiglia degli
erpes-virus, ha nell'uomo l'unico ospite possibile, penetra nelle cellule e
resta spesso asintomatico per tutta la vita, il contagio avviene mediante la
saliva, il latte, l'urina, il secreto vaginale. La diffusione è
estremamente alta, può sempre riattivarsi in concomitanza della caduta
delle difese immunitarie. La trasmissione del virus dalla madre al feto può
avvenire per via placenta o al momento del passaggio del feto durante il
parto. I segni classici dell'infezione da Citomegalovirus sono:
iperbilirubinemia, epatosplenomegalia, encefalite, corioretinite, sordità.
(A. De Filippis, 1998,) (www.sordita.com/sordita_infantile).
- Herpes Simplex Virus: esistono due varietà di
questa forma virale: un tipo che colpisce generalmente la mucosa orale, un
secondo qui preso in considerazione che interessa i genitali. Il
rischi di infezione fetale sono pressochè nulli durante la gravidanza, in
quanto l'infezione è per lo più contratta dal feto durante il passaggio
nel canale vaginale, quando nella madre sono presenti infezioni genitali
attive. (A. De Filippis, 1998, p.) (www.sordita.com/sordita_infantile).
Riferimenti bibliografici
Del Bo, Tecnologia per l'ascolto, www.sordita.com/sordita_infantile.
A. De Filippis, Nuovo manuale di logopedia, Edizioni
Erickson, Trento 1998.
SORDITA'
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storia di Davide