Audiometria tonale

Viene suddivisa in: audiometria tonale liminare e tonale sopraliminare.

1) L'audiometria tonale liminare "ha il fine di ricercare la soglia di minima udibilità per i toni puri utilizzando stimoli sonori di intensità "liminare". Per tale esame, svolto in cabina silente, viene impiegato l'audiometro, apparecchio capace di erogare toni puri. All'audiometro sono collegate due cuffie a tenuta che, poste sull'orecchio del paziente, permettono lo studio della via aerea (conduzione aereo-timpanica). La via ossea (conduzione ossea) viene studiata tramite un vibratore collegato all'audiometro e posto al momento dell'esame, sulla mastoide del paziente. L'audiometro è capace di fornire stimoli sonori di diverse frequenze ed è tarato in maniera da erogare una intensità graduale di 5 dB. La prova inizia per via aerea, esaminando l'orecchio ritenuto sano o più sano; il paziente viene invitato a segnalare la presenza del suono alzando una mano o pigiando un pulsante. La prima frequenza studiata è quella di 1000 Hz. La prova viene ripetuta nell'identico modo per le frequenze più acute (2000 Hz, 4000 Hz, 8000 Hz) e poi per quelle più gravi. I valori di soglia, per ciascuna frequenza, verranno riportati su un grafico nel quale sono indicate le frequenze in ascisse e le intensità in ordinate, ottenendo così una curva audiometrica. La prova continuerà mediante lo studio della via ossea, eseguendo le medesime operazioni valide per la via aerea, con l'unica differenza dell'esclusione dell'esame della frequenze estreme (125 Hz e 8000 Hz). La via ossea indaga la funzionalità cocleare escludendo il sistema timpano-ossiculare, poichè lo stimolo sonoro può giungere direttamente all'orecchio interno tramite le ossa del cranio.Vengono usati segni convenzionali per la trascrizione sull'audiogramma dei valori della soglia: per la via aerea destra si usa un cerchio rosso, per la via aerea sinistra una crocetta in blu, per la via ossea destra una freccia rossa con la punta rivolta verso destra, per la via ossea sinistra una freccia blu con la punta rivolta a sinistra. Dallo studio della curve audiometriche è possibile non solo diagnosticare una ipoacusia ma anche individuare la sede della lesione, causa della sordità. Si ha una ipoacusia di trasmissione quando l'evento patologico interessa il condotto uditivo esterno o la cassa del timpano, una ipoacusia di tipo neurosensoriale o percettiva quando vengono colpite la coclea o il nervo acustico ed una ipoacusia mista determinata, in linea di massima, dall'insieme delle due precedenti". (L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, 1996, pp. 36-37)

"L'ipoacusia di trasmissione è caratterizzata, sull'audiogramma, da una curva di soglia per via ossea su valori normali, mentre il tracciato per via aerea è su valori superiori a quelli normali (deficit uditivo).      

                                   AUDIOGRAMMA TONALE LIMINARE 

Figura 1.Normoacusia orecchio sinistro. Ipoacusia trasmissiva orecchio destro. (L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, 1996,p.38).

Nell'ipoacusia neurosensoriale le curve della via aerea e della via ossea sono entrambe patologiche, evidenziano valori di percezione uditiva superiori alla norma, e decorrono in stretta sovrapposizione; il deficit uditivo può interessare tutte le frequenze ma più sovente vengono colpite le frequenze acute.

Figura 2. Normoacusia orecchio sinistro. Ipoacusia neurosensoriale orecchio destro. (L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, 1996,p.39).

Nelle ipoacusie di tipo misto il tracciato per via aerea è peggiore del tracciato per via ossea, ma anche quest'ultimo evidenzia un deficit uditivo.

Figura 3.Ipoacusia neurosensoriale orecchio destro. Ipoacusia mista orecchio sinistro. (L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, 1996,p.39).

Eseguendo un esame audiometrico in alcuni casi vi è la possibilità che il suono, inviato all'orecchio in esame, venga percepito in parte o in toto anche dall'orecchio controlaterale tramite le ossa craniche. Per valutare, quindi, una reale soglia dell'orecchio in esame è necessario escludere l'altro, inviandogli un rumore o un suono mascherante. Tale metodica viene definita, appunto, mascheramento e può essere necessaria sia per lo studio della via aerea che della via ossea. I segni convenzionali indicanti la soglia uditiva dell'orecchio posto in esame sono i seguenti:

2) "L'audiometria tonale sopraliminare utilizza stimoli sonori di intensità superiore a quelli che determinano il valore minimo di udibilità (valore di soglia). Tra le varie prove, saranno citate soltanto quelle necessarie per evidenziare un fenomeno di grande importanza diagnostica: il "recruitment". Questi può essere definito come un alterato rapporto tra la sensazione soggettiva di intensità di uno stimolo sonoro e la reale intensità fisica dello stesso stimolo. Vi è un abnorme aumento della sensazione soggettiva di intensità non corrispondente ad un progressivo aumento dello stimolo acustico. Tale fenomeno patologico è riscontrabile soltanto nella ipoacusie legate alla lesione della chiocciola (ipoacusia neurosensoriale cocleare); è assente, invece, nella normoacusia, nella ipoacusia trasmissiva e in quella legata a patologie del nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale retrococleare). Numerose sono le teorie per spiegare tale fenomeno fisiopatologico, ma nessuna di esse è accettata in toto. Si può parlare con maggior chiarezza e certezza di ricerca di soglia del dolore: l'intervallo tra soglia di minima udibilità e soglia del dolore ha valori ben stabiliti per ogni frequenza in un orecchio normoacusico: tale intervallo è notevolmente ridotto in presenza di recruitement. Aumentando quindi progressivamente l'intensità di uno stimolo acustico, la sensazione uditiva, nelle ipoacusie cocleari, si trasforma precocemente in sensazione di fastidio o di dolore". (L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, 1996,p.40).

 

Riferimenti bibliografici

L.Barone,G.Fanelli, A.M.Franco, A.Magrini, D.Marcotullio, G.Prato, L'integrazione scolastica e sociale dei bambini minorati dell'udito, UTET, Torino1996.

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