Ausili informatici

                                        - L'USO DELLE TECNOLOGIE

 

L'impiego delle tecnologie informatiche sta assumendo un peso considerevole nell'ambito educativo scolastico e ci sono buone ragioni di pensare che l'introduzione di personal computer nelle strutture che accolgono bambini sordi potrebbe portare ad un miglioramento sostanziale dell'apprendimento dei contenuti proposti dalla scuola; il rapporto "classico" tra bambino e insegnanti verrebbe a mutare facendo del bambino un attore più motivato ed attivo della propria crescita.

L’uso delle tecnologie

"Le nuove tecnologie dell'informazione consentono di trasformare le modalità di trasmissione del sapere in campo educativo contribuendo, in questo modo, a ridurre l'handicap comunicativo e linguistico dei bambini e ragazzi sordi. Si tratta infatti di strumenti che, utilizzando la modalità visivo-manuale integra, consentono al bambino sordo di accedere più rapidamente ai contenuti proposti dalla scuola e parallelamente di procedere nel faticoso processo di apprendimento della lingua parlata.

Già un semplice personal computer si presta particolarmente a suscitare l'interesse di bambini e ragazzi sordi che, per la prima volta, hanno a disposizione uno strumento di cui possono padroneggiare facilmente input ed output. In particolare, l'uso di un qualsiasi programma di videoscrittura può essere particolarmente stimolante per i soggetti sordi, aiutandoli nel difficile compito della composizione scritta. A differenza del classico compito con carta e penna, l'uso di un programma di videoscrittura:

· spinge all'autocorrezione, permettendo di poter tornare in ogni momento sull'errore commesso senza lasciarne traccia;

· favorisce una maggiore concentrazione;

· favorisce l'attenzione agli aspetti estetici della produzione.

In questo modo aumenta per il bambino sordo la soddisfazione nell'esecuzione di un compito per lui così complesso, fornendogli il piacere di riconoscere il prodotto finale come frutto del proprio lavoro. Alcuni di questi aspetti positivi sono emersi, del resto, da diversi studi condotti con bambini normali, in contesti di scuole elementari e medie, dove sono stati inseriti personal computer utilizzati dagli insegnanti con software di vario genere (Tornatore 1987, Calvani 1989, Pontecorvo e Zucchermaglio 1987).

Esperienze di questo tipo hanno dimostrato che tutti i ragazzi sono molto interessati a compiti che prevedono l'uso del computer, ma che al di là degli aspetti motivazionali, questi strumenti divengono realmente validi ai fini degli apprendimenti solo se utilizzati con particolari accorgimenti. Ad esempio, è indispensabile che le attività proposte al computer non restino isolate e autosufficienti, ma rientrino e siano strettamente collegate alla programmazione didattica generale. In questo senso, software più "aperti" sono da preferire a programmi pre-confezionati e "chiusi" proprio perché possono essere usati in maniera più flessibile rispetto alle attività della classe e ai particolari utenti a cui sono indirizzate.

Inoltre, perché questi strumenti non siano, come spesso accade, sottoutilizzati, è necessario che siano impiegati per attività e scopi difficilmente riproducibili in situazioni più tradizionali (ad es. carta e penna). Infine, è di primaria importanza scegliere e valutare il tipo di attività da proporre in relazione ai processi cognitivi che riesce a sollecitare. (...)

Oltre alla possibilità di usare con bambini e ragazzi sordi hardware e software già positivamente sperimentati con gli udenti, esistono attualmente in Italia alcuni programmi creati appositamente per i sordi che tengono conto delle loro particolari difficoltà. Alcuni di questi programmi sono stati messi a punto dall'ASPHI di Bologna in collaborazione con la USL 27 di Bologna, la Regione Emilia Romagna e l'IBM. Ad esempio il programma denominato "Speechviewer" permette di visualizzare in tempo reale le caratteristiche acustiche della voce (come altezza tonale, intensità ed emissione sonora, contrasto vocalico, ecc.)

Alti programmi didattici, basati sui risultati di alcune ricerche condotte in questi ultimi anni sulla competenza linguistica di bambini e adulti sordi, sono stati ideati e realizzati con l'obiettivo di permettere al bambino sordo un'acquisizione graduata e contestuale di alcuni aspetti morfosintattici del'italiano (Guidicini 1987, Riccadonna 1988).

Sono stati creati anche programmi che permettono al bambino sordo di interagire in forma colloquiale attraverso il computer. Si tratta del progetto "Rete telematica" sviluppata sulla base di una ricerca promossa dall'IRRSAE Liguria e realizzato grazie ad un gruppo di ricerca multidisciplinare. (...)

Il progetto consiste nel mettere in comunicazione tra loro bambini sordi inseriti in diverse scuole collegando calcolatori dotati di modem: questo permette un'interazione, in forma colloquiale, di domande e risposte poste per iscritto anziché oralmente. (...)

Il presupposto del progetto nasce dalla convinzione che l'utilizzazione consapevole del linguaggio scritto sia più semplice e motivata in un contesto di dialogo, che permette sia di esprimere il proprio pensiero in strutture sintattiche semplificate, sia di ottenere un riscontro immediato da parte dell'interlocutore sul livello di comprensibilità del prodotto. Utilizzare un computer per effettuare dei dialoghi a distanza può, in sostanza, motivare i bambini ad immergersi nella scrittura, utilizzandola come uno strumento vivo, cogliendo cioè alcune delle funzioni fondamentali dello scrivere e del leggere: scrivere per informare gli altri e leggere per ricevere informazioni. (M.C. Caselli et al., Linguaggio e sordità, La Nuova Italia, Firenze, 1994, pp. 380-4).

 

 

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