Caratteristiche eletroacustiche delle protesi

Le più importanti caratteristiche elettroacustiche della protesi sono: il guadagno, l'uscita massima, la curva di frequenza e la distorsione di non linearità.

Guadagno: può essere definito come la differenza in dB tra il segnale d'uscita e quello di ingresso (differenza output input) Ad esempio se l'input è 50 dB e l'output 110 dB il guadagno sarà di 60 dB. Tale guadagno viene calcolato frequenza per frequenza, con il potenziometro posto al massimo e con un segnale di ingresso di 60 dB SPL ( per le protesi ad alta potenza si consiglia un segnale di ingresso  di 50 dB per evitare curve di risposta vicine alla saturazione) dopo aver disinserito i controlli automatici.

Uscita massima: esprime il massimo livello di pressione erogabile dalla protesi. Viene calcolata, frequenza per frequenza, con il potenziometro posto al massimo e con un segnale di ingresso di 90 dB SPL. E' anche chiamata curva di saturazione in quanto rappresenta quella condizione per cui pur aumentando l'input, l'output non cambia. L'uscita massima è un parametro molto importante in quanto permette di evitare che a che porta la protesi arrivino suoni che superano la soglia di sconforto.

Banda di frequenza: esprime la gamma di frequenze amplificate dalla protesi. La sua valutazione avviene calibrando il volume in modo tale da ottenere, a 1000 Hz, con un segnale di ingresso di 60 dB, un'uscita di 100 dB. Di tale curva si calcola il valore medio di guadagno sulle tre frequenze 500-1000-2000Hz e vi si sottraggono 15 dB. Dal valore ottenuto si traccia una linea orizzontale che va a intersecare la curva di risposta alle due frequenze limite.

Distorsione di non linearità: una protesi acustica ideale è quella che riproduce un segnale in uscita amplificato con caratteristiche fisiche e analoghe a quello di ingresso. E' noto che nè il microfono nè il ricevitore sono in grado di riprodurre fedelmente il segnale di ingresso. Quando le caratteristiche acustiche di quest'ultimo non sono esattamente riprodotte, l'uscita risulta essere modificata, cioè distorta. La distorsione più frequente e quella "armonica", che evidenzia delle nuove frequenze indesiderate, multiple del tono puro usato come segnale di ingresso. La distorsione armonica può venire espressa in percentuale o in dB, sono accettabili valori percentuali di distorsione armonica totale non superiori al 10%.

Le caratteristiche elettroacustiche sono comunemente valutate mediante il cosiddetto "orecchio elettronico". Per mezzo di un autoparlante si manda un segnale variabile in intensità e frequenza; un microfono collegato alla protesi tramite un accoppiatore (che simula il condotto uditivi esterno) rivela la pressione sonora in uscita dal ricevitore e quindi le caratteristiche della protesi. (A. De Filippis, 1998).

 

Riferimenti bibliografici

A. De Filippis, Nuovo manuale di logopedia, Edizioni Erickson. Trento, 1998.

 E. Amigoni, La sordità: terapia protesico riabilitativa nell'adulto e nell'anziano, Masson, Milano, 1990.

PROTESI

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